In un articolo di William Davies viene riproposto il problema della crescita economica di una nazione. Quanto di questo è reale, quanto gli indicatori economici rispettino lo stato di sviluppo della nostra società?
L'indicatore principale è sicuramente il prodotto interno lordo, strumento che permette di misurare l'evoluzione dell'economie nazionali. Ma perché le nostre economie devono assolutamente crescere?
Il problema principale sta nel fatto che per creare posti di lavoro abbiamo bisogno di un' economia in espansione. Lo sviluppo tecnologico aumenta la produttività e ciò che veniva ottenuto con 10 persone 20 anni fa è ottenuto con 5 al giorno d'oggi. Per occupare queste 5 persone è necessario trovare nuove occupazioni, nuove fonti di reddito e nuovi prodotti. In poche parole se le cose rimanessero come 10 anni fa semplicemente non si avrebbe più bisogno di quelle 5 persone.
La promessa della tecnologia di non farci più faticare si sta trasformando nell'incubo della disoccupazione, semplicemente non è possibile crescere all'infinito.
Ma allora è giusto investire in ricerca, in tecnologia, in nuovi prodotti? Avevano ragione i luddisti?
I benefici dell'evoluzione tecnologica sono sotto gli occhi di tutti, quello che manca è un nuovo modello sociale ed economico capace di armonizzare lo sviluppo con le esigenze della gente. In quest'ottica è il sistema di sfruttamento a causare l'impoverimento delle popolazione, non la tecnologia in sé. In molti casi è difficile valutare gli impatti ambientali o sociali portati da alcune innovazioni, ma questa è la sfida del futuro ed è il passo necessario per garantire un futuro sereno alle generazioni che verranno.
I pacchetti di stimolo e tutti i soldi messi a disposizione dai governi per evitare il collasso del sistema finanziario, avrebbero fruttato meglio se investiti in progetti contro la fame o le malattie?
Quanto è grande il debito che dovremo estinguere?
Il successo dell'intervento costruito su questi soldi creati dal nulla, e quindi essenzialmente debito, si basa sul presupposto che il collasso delle banche e il default delle nazioni sarebbe drammatico e dalle conseguenza inimmaginabili.
Quello che non viene detto però, è che per pagare questo debito fantasmagorico nei prossimi anni dovremmo crescere e ancora crescere, con uno mero spostamento del problema, ingigantendolo, alle generazioni future, nonostante sia evidente che già adesso le economie sviluppate non riescono a crescere a sufficienza.
Sunday, May 23, 2010
Friday, May 21, 2010
La comunità all'estero
Ecco qui !
Il nostro Ministro della Salute cita espressamente come fatto positivo il non avere elaborato un piano di rientro dei nostri talenti in Italia.
Potrebbe forse comunicarci l'esistenza di un piano per incoraggiare gli stranieri a venire Italia? Non può perche non c'è.
Il fatto di creare mobilità fra i ricercatori è sicuramente un fatto positivo ma porta ricchezza solo nel momento in cui questi possono riapplicare in Italia quanto appreso e sviluppato altrove.
Come si puo collaborare con gli italiani all'estero se questi poi se ne sono andati perché sfruttati, incompresi od oppressi è un altro mistero da chiarire.
Siamo passati dall'ignorare il problema a proporlo come una caratteristica positiva e voluta.
Non è questa l'Italia che vorrei.
Il nostro Ministro della Salute cita espressamente come fatto positivo il non avere elaborato un piano di rientro dei nostri talenti in Italia.
Potrebbe forse comunicarci l'esistenza di un piano per incoraggiare gli stranieri a venire Italia? Non può perche non c'è.
Il fatto di creare mobilità fra i ricercatori è sicuramente un fatto positivo ma porta ricchezza solo nel momento in cui questi possono riapplicare in Italia quanto appreso e sviluppato altrove.
Come si puo collaborare con gli italiani all'estero se questi poi se ne sono andati perché sfruttati, incompresi od oppressi è un altro mistero da chiarire.
Siamo passati dall'ignorare il problema a proporlo come una caratteristica positiva e voluta.
Non è questa l'Italia che vorrei.
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