Thursday, June 17, 2010

USA e Italia: nucleare e rinnovabile - 1

Non poteva passare inosservata la scelta del presidente Usa, Obama, di finanziare la costruzione di nuove centrali nucleari. La notizia non è rimasta nascosta neanche in Italia, se non altro per l'interesse crescente sul tema e sulle proposte attualmente allo studio per riportare il nucleare in Italia.
Tuttavia non è opportuno sbandierare la scelta degli USA come un "avevamo ragione noi". Le scelte sono complesse e i paragoni lo sono ancora di più.
Partiamo dalla prima considerazione, molto facile in verità, e cioè che il ruolo mondiale degli USA non è quello dell'Italia, finanziare il nucleare è un'opzione strategica non solo dal punto di vista energetico ma anche militare. Ricerca su queste tematiche possono essere quindi finanziate da più enti portando la tecnologia ad un complessivo sviluppo e molteplici applicazioni. Il bisogno delle armi nucleari può far storcere il naso ma non ne parleremo in questo articolo se non per ricordare che buona parte delle ricerche sul nucleare è stato sostenuto attraverso fondi militari.
L'Italia dal canto suo aveva sviluppato una tecnologia nucleare ma decisamente dopo il referendum l'attività, almeno sul nostro suolo, è stata interrotta.
Diverse fonti hanno riportato l'intenzione di sbloccare 8 miliardi di dollari come garanzia per la costruzione di centrali nucleari.
Questo rivela immediatamente il fatto che il nucleare non è un business vero è proprio ma richiede garanzie ed investimenti poco accessibili ad un privato, per diversi motivi.
Primo fra tutti il ritorno economico è molto lento a valle di un investimento iniziale particolarmente oneroso. Stime USA valutano al 50% il rischio di "bancarotta" per nuove centrali al 50%.
Ad ogni modo il budget stanziabile l'anno prossimo per l'energia nucleare salirà a 54.5 miliardi di dollari mentre le rinnovabili arriveranno solo ad un decimo.
La decisione non è contro il programma elettorale di Obama anzi ne rispecchia i contenuti anche se forse una cosi decisa mossa in tal senso è dovuta probabilmente a scelte politiche interne (appoggio dei Repubblicani per la riforma sanitaria, creazione di posti di lavoro) ed esterne (indipendenza energetica)

La scelta ha sollevato parecchie perplessità anche perché se è vero che il nucleare taglia l'emissione di CO2 e anche vero che presenta il problema mai veramente risolto delle scorie radioattive. Inoltre le centrali riscaldano l'atmosfera non per effetto serra ma per diretta immissione di vapore caldo. Essere attenti solo alla CO2 non porta quindi alcun beneficio in sé e il "nucleare verde" sembra più una scusa per giustificare una scelta originata in altri ambiti.
Va inoltre considerato che le centrali non si trovano in città ma ben distanti. Se non vengono attrezzati trasporti adeguati il problema CO2 si ripresenterebbe sotto un'altra forma.

Nonostante tutto non si può dire che le rinnovabili siano state completamente trascurate. Il piano di stimolo dello scorso anno ha previsto 6 miliardi di dollari per le fonti eoliche. Molto meno di quanto assegnato al carbone e al nucleare nello stesso piano e solo il 5% di quanto necessario ma comunque una gran quantità di denaro.

E da noi cosa si sta facendo o dicendo?

1 comment:

ste said...

OT: NON è arbitrario, e l'eclittica è un piano...

saluti